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13 agosto 2018

Un giorno nella vita di un meccanico di Formula 1

 

Il campionato di Formula 1 è un appuntamento imperdibile per i milioni di appassionati di motori che ci sono nel mondo.

Lo è anche per chi vive e lavora di passione come i meccanici, impegnati in un lavoro difficile e complesso dietro le quinte (Nella foto Mattia Frappampina, studente MPS approdato al Team Toro Rosso F1).

Com’è strutturata una giornata nel week-end di gara di Formula 1.

Il campionato di Formula 1 è un viaggio in giro per il mondo che dura da marzo a novembre di ogni anno, lungo tracciati che passano dall’America all’Europa, fino ad arrivare all’Oriente.

21 gare totali per decidere chi sarà il nuovo campione del mondo. Ma mentre la scena viene occupata dai piloti e dai team principal delle scuderie, ci sono tanti ragazzi che lavorano con passione per far sì che il sogno diventi realtà.

Per ogni gran premio 7 tonnellate di materiale viene smontato e rimontato ogni volta da 30 persone, creando il paddock per più di 100 persone che lavorano nella scuderia.

Durante il week-end di gara la giornata più lunga è sicuramente quella del venerdì: la sveglia per i meccanici suona presto, verso le 6 del mattino, e varia in base all’ora in cui si corre e quanto è distante l’autodromo dall’hotel.

I fusi orari sono certamente uno dei problemi maggiori per chi viaggia così tanto come i meccanici di Formula 1. Anche gli orari delle gare sono da tenere in considerazione: la maggior parte delle gare si svolgono nel pomeriggio, verso le 14-15, ma non mancano gare in notturna come in Bahrain e a Singapore o durante il tramonto come ad Abu Dhabi.

L’ingresso all’autodromo sembra quello di un ufficio: tornelli e badge a non finire, tutti pronti per entrare a lavorare nei box del team. Ma prima del lavoro è tradizione un po’ di ginnastica con l’istruttore, così da essere pronti al 100% per tutto il lavoro della giornata.

Dopo lo stretching si passa alla simulazione del pit-stop: durante tutta la stagione il numero delle prove può superare anche la cifra di 2000, molto di più di quelle compiute dai piloti.

Il lavoro sulla vettura

Prima, durante e dopo le prove libere i meccanici continuano nel loro lavoro infinito sulla macchina. Vengono analizzati e settati gli ammortizzatori, viene fatto un check-up completo sull’impianto elettrico della macchina e viene tenuto sotto stretto controllo l’ECU, la centralina che attraverso una quantità inimmaginabile di software e dati riesce a fornire alla macchina una spinta in più verso la vittoria.

In queste fasi vengono inoltre acquisiti dalla macchina una quantità enorme di dati, poi analizzati dagli ingegneri di pista.

In base al circuito in cui si sta svolgendo il Gran Premio cambiano anche i punti critici da tenere sotto controllo: mentre su circuiti cittadini come Monaco e Abu Dhabi, brevi e con molte curve strette e molti cambi di marcia, si tengono sotto stretto controllo cambio e gomme, su circuiti come Spa-Francorchamps e Monza, famosi per i loro rettilinei lunghi, si tiene sotto controllo il motore.

Le varie conformazioni dei tracciati modificano anche l’aspetto aerodinamico della vettura: ogni Gran Premio si devono così cambiare i settaggi delle ali anteriori e posteriori, così come il bilanciamento della vettura.

In queste fasi si effettuano anche check-up completi sulla circolazione di aria, olio e carburante: tutto deve essere perfetto nel minimo dettaglio.

Nel retro box nel frattempo arrivano i nuovi pezzi direttamente dalla fabbrica, tenuti lontani dagli occhi indiscreti e dai team rivali e pronti per essere installati sulla vettura.

Durante la giornata non mancano le pause pranzo, indispensabili per avere il “carburante” per continuare il lavoro: dietro le quinte del paddock lavorano anche chef di alto livello che forniscono al team pietanze sempre nuove.

I meccanici sono liberi di mangiare quello che preferiscono, anche se vale la stessa regola che hanno i piloti: niente cibo pesante che potrebbe provocare problemi sul lavoro.

Mentre i piloti e alcuni ingegneri finiscono il proprio lavoro con la fine delle prove libere, il lavoro dei meccanici continua fino a tarda notte. Si continua a controllare, guardare e cambiare parti per avere tutto perfettamente apposto per la qualifica del sabato e la gara della domenica.

La giornata si conclude a mezzanotte, l’ora X: tutto deve essere sistemato i box chiusi, con i meccanici che devono essere fuori dall’autodromo per non incorrere in sanzioni e penalizzazioni che potrebbero rovinare il lavoro svolto fino ad ora.

Segue il ritorno “a casa”, nell’hotel dove è riunito tutto il team, come un’unica grande famiglia. Si chiude così il giorno più lungo del week-end di gara, pronti per iniziare una nuova avventura il giorno dopo e per portare di nuovo al limite la macchina.

 

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